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sabato 19 settembre 2020

IS JANAS FUNT JANNAS (Le janas sono porte) - Nora Capomastro

IS JANAS FUNT JANNAS
(Poesia in Limba sarda, de Eleonora Capomastro)
segue traduzione in lingua italiana

(Domus de janas s'Incantu, Putifigari)

                              (Piazza S. Lucia, Muravera (SU), 18/09/2020)


IS JANAS FUNT JANNAS A tui, chi circas arrespustas in sa storia antiga, cun is ogus e sa bucca prenus de oru tralaxus e tesorus, ca mai as'agattai e mai t'ant'arriccai, ma sempri prus t'ant'alluinai. No t'accattas de cantu ses tzurpu, ca no scis a innui castiai, ancora prus pagu, cumenti ascuttai. Accabbadda de fai carraxu chi su misteru de sa Limba bolis cumprendi. Ti depis fai sbuidu, chi is sonus suus bolis intendi; sbuidu, po biri sa Bellesa e s'Infinitu. Circa su ritìmu, circa su sensu! Sbuidus, cumenti cannas sonadas de unu sulidu de bentu. Ascutta sa Limba po cumprendi is Janas: sbuidus, cumenti cannas... "Is Janas funt jannas". Ascutta sa Limba, "Is Janas funt jannas!" sbuidas, cumenti cannas. (Autore - Eleonora Capomastro, Agosto 2019) ***** LE JANAS SONO PORTE A te, che cerchi risposte nella storia antica, con gli occhi e la bocca pieni d'oro, telai e tesori, che mai troverai e mai ti arricchiranno, ma sempre più ti abbaglieranno. Non ti accorgi di quanto sei cieco, poiché non sai dove guardare, ancora di meno come ascoltare. Finiscila di fare baccano, se il mistero della Lingua vuoi comprendere. Ti devi fare vuoto, se i suoi suoni vuoi sentire; vuoto, per vedere la Bellezza e l'Infinito. Cerca il ritmo, cerca il senso! Vuoti, come canne suonate da un alito di vento. Ascolta la Lingua, per comprendere le Janas: vuoti, come canne... "Le janas sono porte". Ascolta la Lingua, "Le janas sono porte!" vuote, come canne. (Autore - Eleonora Capomastro, Agosto 2019)



domenica 6 settembre 2020

SUONI ANTICHI, DI PIETRA E DI CANNA - ELEONORA CAPOMASTRO

SUONI ANTICHI, DI PIETRA E DI CANNA
(Al Maestro Pinuccio Sciola)
Eleonora Capomastro


Sulla scogliera sta un uomo
con gli occhi socchiusi
ad ascoltar la voce del vento.
Figlio della pietra,
ora è immortale,
sopra ogni tempo.

Si è fatto cavo,
ponte e strumento.
Come una canna,
lasciando che il fuori
risuonasse al di dentro.

Tra prati verdi
l’ho visto andare:
l’orecchio intento a catturare
visioni e linguaggi, arcani messaggi,
svelati solo a chi è in grado di sentire.

La mano burbera,
stretta in controluce,
sa riservare grazia gentile
che anima il granito
e un canto produce.

<<Una canna piena
non potrebbe suonare.
Una roccia grezza
non saprebbe parlare.>>
Così egli mi dice.

Mutano e soffrono,
lavorate dalla mano dell’uomo
che in esse ha visto un senso,
sentito un suono.

Visionario artista
che restituisce al mondo
il suo Dono.

Riecheggia la memoria
quando s’alza il maestrale,
su quest’isola
in cui le canne e la pietra
continuano a suonare.

Raccontan
che la Morte non è fine
per ciò che perdura,
ma solo un passaggio
dell’eterna natura.

(Eleonora Capomastro, giugno 2018)

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SUONI ANTICHI, DI PIETRA E DI CANNA - ELEONORA CAPOMASTRO

SUONI ANTICHI, DI PIETRA E DI CANNA (Al Maestro Pinuccio Sciola) Eleonora Capomastro Sulla scogliera sta un uomo con gli occhi socchiusi ad ...