Da tempo mi capitava di imbattermi sui post di Marino Mulas - caro compaesano con cui ho condiviso alcuni soggiorni al pronto soccorso :') - così, incuriosita, ho accettato il suo invito gentile (di quella gentilezza che non chiede) a dare una possibilità a questo suo ultimo lavoro, Bagliori alieni sull'orto dei fiori.
Marino ha alle spalle altre pubblicazioni ma questa per me costituisce il primo, piacevole, approccio.
Due mondi che si incontrano: da una parte il mondo ipertecnologico di Meggy - grigio e distopico - dall'altro il colore di un mondo fatto di cose semplici, come la quotidianità di Edri ed Ericante e il loro lavoro nei campi di fiori.
La narrazione è all'inizio semplice, per poi rivelarsi, donando spunti di riflessione e piccole perle lungo il cammino. Non mancano note di una certa, apprezzata, malinconia e disincanto.
Lettura e mondi che meritano la possibilità di essere letti e approfonditi.
Vale la pena farsi prendere per mano dall'autore e andare in contro alle immagini di questa storia, ispirata dalla canzone "Il vecchio e il bambino" di Francesco Guccini, a metà tra sospensione in altri mondi lontani e critica ad un sistema, ahimè ben noto, dinnanzi a cui spesso ci si sente troppo piccoli.
Nora Capomastro
(La strada per Anam)
Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini può essere ispirazione di un romanzo di fantascienza?
E’ capitato a me.
Il risultato è una storia di fantascienza atipica, nostalgica, un mondo di codici numerici ed un mondo bucolico si intrecciano tra i solchi di un orto e le stelle.
In un'atmosfera suggestiva che fonde il rurale e il cibernetico, la vita quotidiana di Ericante ed Edri trascorre serena tra la cura dell'Orto dei Fiori e i ritmi lenti della campagna. Ma questa pace viene improvvisamente turbata da bagliori misteriosi e da una "ruota" metallica che appare nel cielo, osservando in silenzio le loro vite colorate.
Ispirata dalla poesia di Francesco Guccini, questa storia esplora l'incontro tra la purezza di una natura ancora viva e il freddo rigore di un futuro tecnologico.
Ogni termine è una bussola per non perdervi nell'universo.
Il futuro non è altro che un passato dimenticato.


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