TESSIDORAS DE LUXI una poesia per le sorelle Fanunza de Il telaio di Muravera


Il mio incontro con le sorelle Fanunza risale all'aprile del 2019, lungo il sentiero che da Pinuccio Sciola mi lasciò nelle mani di Maria Lai, nell'anno del suo centenario dalla nascita.
Dopo l'esperienza a San Sperate nel luglio del 2018, con Suoni antichi di pietra e di canna, mi ritrovai lungo il cammino di Maria Lai, in cui incrociai quello delle sorelle Fanunza.
In quell'anno si teneva il progetto di Andando via. Omaggio a Grazia Deledda, in cui più tessitrici sarde diedero il loro contributo, tessendo una delle figure dell'opera di Maria Lai dedicata a Grazia Deledda, che si trova accanto alla chiesa della Madonna della Solitudine di Nuoro.
Mi imbattei nel loro lavoro durante la mostra itinerante presso il Museo dell'imprenditoria Femminile di Donna Francesca Sanna Sulis a Muravera.

Da allora andai a visitarle alcune volte in laboratorio - mai abbastanza - ma soprattutto, specialmente Sandra, fu la persona che riuscì a starmi accanto "per caso" nell'annus horribilis che fu il 2019. 
Fu lei che il caso mi mandò la mattina in cui mi trovavo all'oncologico per una biopsia (andò tutto bene), come tuttora è lei che di tanto in tanto dà amorevolmente un passaggio a mia figlia di ritorno da scuola.
Un intreccio fatto di gesti e presenza, di donne che vigilano e si sostengono silenziosamente.

Le sorelle Fanunza hanno presenziato diverse volte anche alla Rassegna Letteraria Muraverese e da una frase durante un nostro scambio ("Stiamo lavorando giorno e notte") nacque l'immagine che qualche anno fa portò a questi versi, come ringraziamento e omaggio, e che in questo mese sono stati diffusi anche tramite il nuovo spazio del giornale locale La Voce del Sarrabus (e qui grazie a Manuela e Gian Carlo).

Tessere è un'arte che richiede attenzione, pazienza, attesa, cura, fatica, e spesso anche fede, ma soprattutto cuore. Qualcosa che a Il telaio ho sempre trovato.

Grazie, di cuore.

Nora



TESSIDORAS DE LUXI
(Alle sorelle Fanunza de Il telaio di Muravera)

Cumenti truvalis cuaus

in mesu a is umbras de su mundu

campant is ùrtimas arreinas,

defensoras de logus santus

Fortzis, no arregordant

is arrèxinis sacras insoru

ma aintru tenint mitzas antigas

de bisus e sèminis de raru Sentidu

A de noti e a de dii traballant

tessendi arretrogas scarèscias

intrìcius de brebus e silèntzius

Fueddant cun manus e miradas

maistas de passièntzia

connoscidoras de is stragus

de su carignai e su cultivai s’ispera

Fillas de sa luna bisadora

bogant a foras filus de spantu

coloris pèrdius in su tempus

intra grummòtzulus de pixi annieddigada

A de noti e a de dii traballant

afateriadas a sbodiai nudus

po torrai possibilidadis de Bellesa

a su mundu benidori

Tessidoras de luxi

funt meda mamas e sorris

candu, sposas de s’Infinidu,

tessint retzas e bias

po no fai arrui su mundu

(Nora Capomastro)


Di sotto la traduzione in italiano:

TESSITRICI DI LUCE

(Alle sorelle Fanunza de Il telaio di Muravera)

Come templi nascosti

in mezzo alle ombre del mondo

sopravvivono le ultime regine

custodi di luoghi santi

Forse, non ricordano

le loro radici sacre

ma dentro portano antiche sorgenti

di sogni, e semi di raro Sentire

Giorno e notte lavorano

tessendo giochi di rime dimenticate

intrecci di preghiere e silenzi

Parlano con mani e sguardi

maestre di pazienza

conoscitrici delle fatiche

dell’accarezzare e coltivare la speranza

Figlie della luna sognatrice/visionaria

tirano fuori fili di stupore

colori perduti nel tempo

tra gomitoli di pece annerita

Giorno e notte lavorano

impegnate a sciogliere nodi

per restituire possibilità di Bellezza

al mondo che verrà

Tessitrici di luce

sono molte madri e sorelle

quando, spose dell’Infinito,

tessono reti e vie

per non far crollare il mondo

(Nora Capomastro)




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